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campioni.cn   -   18 marzo 2020, 15:47

Claudia Martin (Coni Cuneo): "Martin"

Le considerazioni del delegato provinciale Coni Cuneo Claudia Martin: "Lo sport sarà una delle cose più importanti per ritrovarci socialmente quando tutto sarà risolto"

L'emergenza Coronaviris è entrata a gamba tesa nel mondo dello sport, stravolgendo la quotidianità di atleti ed allenatori.

Ora è il momento di restare in casa, più avanti arriverà quello di tornare all'attività. Quando non è dato saperlo, almeno per il momento. Tutto dipenderà dall'evolversi della situazione sanitaria, nella speranza che le misure fin qui adottate (e rispettate da buona parte degli italiani) si rivelino efficaci.

Abbiamo contattato Claudia Martin, Delegato Provinciale Coni Cuneo, per conoscere il suo punto di vista, personale e da rappresentante del Coni, circa l'attuale situazione.

Buon pomeriggio professoressa Martin, quale riflessione si sente di fare in questo particolare momento?

"Purtroppo la situazione è molto grave, piano piano tutti ce ne siamo resi conto. Il mondo dello sport è colpito in modo notevole con l'annullamento, opportuno, di competizioni ed allenamenti. A tal proposito faccio un plauso alle società sportive che stanno cercando di seguire gli atleti a casa attraverso varie soluzioni, così come fanno gli insegnanti di educazione fisica con l'invio di lezioni on line e video. E' un colpo veramente enorme per lo sport, anche a livello internazionale le gare sono state tutte cancellate. Serve cautela, niente panico ma realismo. Invito anche io tutti e tutte a seguire le norme. Purtroppo, anche a Cuneo, vedo troppa gente in giro, per di più senza guanti nè mascherine. Bisogna essere più drastici e non peccare di leggerezza."

Come lo sta vivendo a livello personale?

"Relativamente bene. Sto cercando di approfittarne per prendere dei tempi che la vita di tutti i giorni non mi concede, tra i vari impegni a cui fare fronte. Può essere un'occasione per stare di più in famiglia e per dedicarmi alle cose per le quali di solito ho meno tempo. Questo può diventare un aspetto positivo, come leggere, ascoltare musica, riuscire a rilassarsi. Sono attività utili anche per le stesse difese immunitarie."

Per un atleta, per definizione "in movimento", è ancora più difficile vivere questa situazione?

"Certo, ma non è impossibile. Bisogna adeguarsi e non innervosirsi. Ci si può allenare a corpo libero ma alcuni sport è proprio impossibile praticarli. Quindi è importante tenersi in forma ed avere pazienza. Almeno per qualche mese. Lo sport sarà una delle prime cose importanti per ritrovarsi socialmente quando tutto sarà risolto. Al momento sono preoccupata per chi vive e lavora con lo sport, penso alle società che gestiscono impianti, ad istruttori e allenatori che non hanno certo stipendi faraonici. Mi auguro che vengano tutelati dai decreti del Governo, so che Malagò è in contatto continuo con il ministro Spadafora. "

E' prematuro ipotizzare il momento della ripresa delle attività?

"Assolutamente si. Mi auguro che si possa tornare alla normalità nell'arco di poco tempo ma non sono troppo ottimista. Dobbiamo pensare che ci vorrà del tempo, anche un anno per una situazione di assoluta normalità. Ora bisogna frenare il contagio e programmare a lungo termine."

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