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Un’alimentazione non corretta, specie nell’età evolutiva e giovanile, può ridurre le prestazioni di un atleta, ma, soprattutto può, nei casi più gravi, causare nelle giovani donne l’amenorrea (assenza del ciclo mestruale) o un’osteoporosi precocissima, mentre gli atleti maschi possono andare incontro a fenomeni di astenia, ipogonadismo e riduzione della fertilità. È una problematica su cui l’informazione dell’opinione pubblica è insufficiente. Soprattutto le famiglie devono acquisire una maggiore consapevolezza dei danni che un’alimentazione scorretta o insufficiente, talvolta derivante da un’anoressia più o meno grave, possono causare all’organismo di un giovane atleta. Nasce da questa esigenza l’idea di dedicare un convegno al tema dei rischi della carenza energetica e nutrizionale nello sport, tanto rilevante quanto trascurato.

L’iniziativa, in programma venerdì 18 ottobre a partire dalle 8,30 nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale di via Verdi 9 a Torino, è organizzata dall’associazione Prevenzione Anoressia Torino e dal Comitato Regionale Piemonte del CONI, con la collaborazione ed il sostegno della SUISM di Torino e della Direzione Regionale Scolastica del Piemonte.

La casistica clinica e le statistiche epidemiologiche dimostrano che quando le attività sportive, agonistiche o amatoriali si svolgono in condizioni di carenza nutrizionale assoluta o relativa e di deficit energetico, i benefici per la salute possono ribaltarsi in rischi, con ricadute sia sulla salute degli atleti che sulle loro prestazioni. Nonostante che questi rischi, e l’assoluta necessità di provvedimenti tempestivi, siano documentati da molte decine di studi scientifici, l’argomento è poco noto tra gli “addetti ai lavori” negli sport sia agonistici che amatoriali. Ecco perché il convegno è dedicato in particolare ai responsabili dei gruppi e delle società sportive, siano essi istruttori, consulenti, medici sociali o dietologi, ma anche agli insegnanti, agli studenti delle Facoltà di Scienze Motorie.

È una tematica di interesse per tutti coloro che praticano l’agonismo a livello amatoriale o agonistico, perché anche lo sportivo amatoriale non più giovane può andare incontro a scompensi in caso di alimentazione non adeguata e riduzione eccessiva dei tessuti adiposi. Oltre al convegno e ad ulteriori iniziative di sensibilizzazione e formazione, grazie alla collaborazione con Federfarma Torino partirà nelle prossime settimane una campagna di informazione rivolta agli utenti delle farmacie, ai quali sarà proposto un volantino con semplici ma efficaci indicazioni per capire quali sono i disturbi che fungono da “campanelli d’allarme” di eventuali anomalie nell’alimentazione.