
Cari Amici sportivi,
dopo circa un anno di intensa attività il Tavolo di Lavoro istituito presso la Regione Piemonte ha presentato la proposta della nuova Legge dello Sport che verrà sottoposta all'esame del Consiglio della Regione Piemonte.
E' stato un lavoro meticoloso, puntuale ed impegnativo, rivolto principalmente a cogliere le principali esigenze dello sport subalpino che non trovano più rispondenza nella ormai obsoleta legge del 1995.
Alla stesura dell'elaborato ha partecipato tutto il mondo sportivo; reputo, però, di rivolgere un particolare e sentito ringraziamento agli amici che hanno contribuito in maniera importante alla realizzazione del testo e cioè Stefano Mossino, Stefano Comellini, Raffaele Di Gennaro, Valter Peroni, William Mansero, Piero Astegiano, Rubens Gaspardo, che ha sostituito degnamente l'impossibilitato Antonio Cardone, il Direttore dell'Assessorato allo Sport Regionale Franco Ferraresi, il Drigente dell'Assessorato Davide Balena; loro sono stati veri protagonisti e davvero bravi a fare "squadra" in un progetto ambizioso per il futuro del nostro movimento sportivo.
L'elaborato finale tiene conto di aspetti innovativi per lo sport in generale, la salute del cittadino e - fatto importante - la pratica sportiva nella scuola primaria.
Vi invito a prendere coscenza del progetto di Legge in quanto ritengo sia un elemento di rilancio di tutto l'ordinamento sportivo della nostra Regione.
Auspico, infine, che il Consiglio Regionale provveda in tempi brevi ad approvare il testo di Legge affinchè la nostra utenza possa avvalersi a più presto delle sue peculiarità.
Gianfranco Porqueddu
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In data 30 luglio u.s. il Presidente del Comitato Regionale Coni Piemonte, Gianfranco Porqueddu, ed il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, Giuliana Pupazzoni, hanno siglato il protocollo di intesa per la formazione, l'aggiornamento e la specilizzazione in campo motorio, fisico e sportivo del personale del sistema educativo, della formazione professionale e del mondo dello sport.
Tale accordo, che avrà validità per l'intero quadriennio olimpico 2012/2016, disciplina gli impegni sia dell'Ufficio Scolastico Regionale, che della Scuola Regionale dello Sport del Coni.

Il Presidente Porqueddu elogia il passaggio dedicato dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate nel quale si riconosce in modo chiaro la funzione sociale delle associazioni sportive dilettantistiche". Infatti la Circolare n.25/E pubblicata il 31 luglio 2013 definisce in modo netto ed inequivocabile il ruolo delle Società ed Associazioni Sportive dilettantistiche; nella Circolare si legge come ‘occorre evitare di perseguire le situazioni di minima rilevanza in termini di potenzialità proficua del controllo che, nonostante le ridotte dimensioni, assumono evidente rilievo sociale in relazione al contesto in cui operano gli enti, come nei casi, ad esempio, in cui l'attività istituzionale, svolta in via esclusiva, riguardi la formazione sportiva per giovani (scuole calcio, tennis, pallacanestro, ed altre comunque ricomprese tra le attività dilettantistiche riconosciute dal CONI), oppure sia rivolta nei confronti di anziani o di soggetti svantaggiati'.
"Viene finalmente salvaguardato il ruolo dei soggetti sportivi che operano secondo il vero spirito volontaristico del puro dilettantismo e che possono incappare in meri errori formali senza che su di essi vengano adottate sanzioni amministrative"; questo il commento del Presidente del Coni Piemonte.
Circolare n.25/e Agenzia delle Entrate
Il Codice Etico è l’altra faccia del Bilancio Sociale. Infatti dalla missione aziendale si possono diramare due attività concomitanti, una più generale rivolta al controllo delle politiche d’impresa (il Bilancio Sociale), l’altra ai comportamenti individuali (il Codice Etico).
Può definirsi come la “Carta Costituzionale” dell’impresa, una carta dei diritti e doveri morali che definisce la responsabilità etico-sociale di ogni partecipante all’organizzazione imprenditoriale.
E’ un mezzo efficace a disposizione delle imprese per prevenire comportamenti irresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome e per conto dell’azienda, perché introduce una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche e sociali dei propri dirigenti, quadri, dipendenti e spesso anche fornitori verso i diversi gruppi di stakeholder.
Esso è il principale strumento di implementazione dell’etica all’interno dell’azienda.
Il Codice Etico è divenuto uno strumento per lo stakeholder manager, un mezzo che garantisce la gestione equa ed efficace delle transazioni e delle relazioni umane, che sostiene la reputazione dell’impresa, in modo da creare fiducia verso l’esterno.
La diffusione di tali documenti, sia pure di struttura e contenuto assai diversi tra loro, si è andata ad accrescere nel corso degli anni.
In particolare negli USA la redazione dei Codici Etici ha avuto una diffusione straordinaria, tanto che circa l’85% delle principali imprese del Paese ha adottato tale strumento. L’impulso è stato dato a partire dal 1991 quando il Governo degli Stati Uniti ha emanato delle norme specifiche (Federal Sentencing Commission Guidelines for Organizations) in materia di azioni criminali da parte delle imprese. L’aver realizzato un Codice Etico consente di provare la buona fede dell’azienda, nei casi di contestazione, ottenendo sconti sulle sanzioni.
In Italia tali Codici sono ancora con una diffusione limitata. Alcuni esempi ci vengono forniti dal Codice di Comit, Coop Adriatica (grande distribuzione), ENI, FIAT e di Glaxo Welcome (farmaceutica).
La struttura del Codice Etico può variare da impresa ad impresa, ma generalmente viene sviluppato su quattro livelli:
1) I principi etici generali che raccolgono la missione imprenditoriale ed il modo più corretto di realizzarla;
2) Le norme etiche per le relazioni dell’impresa con i vari stakeholder (consumatori, fornitori, dipendenti, etc.);
3) Gli standard etici di comportamento
- Principio di legittimità morale
- Equità ed eguaglianza
- Tutela della persona
- Diligenza
- Trasparenza
- Onestà
- Riservatezza
- Imparzialita'
- Tutela ambientale
- Protezione della salute
4) Le sanzioni interne per la violazione delle norme del Codice
5) Gli strumenti di attuazione. L'attuazione dei principi contenuti nel Codice Etico e' affidata di solito ad un Comitato etico. Ad esso e' affidato il compito di diffondere la conoscenza e la comprensione del Codice in azienda, monitorare l’effettiva attivazione dei principi contenuti nel documento, ricevere segnalazioni in merito alle violazioni, intraprendere indagini e comminare sanzioni.
Dove di solito è prevista la nomina di un Comitato etico con l’incarico di diffondere la conoscenza e la comprensione del Codice in azienda, monitorare l’effettiva attivazione dei principi contenuti nel documento, ricevere segnalazioni in merito alle violazioni, intraprendere indagini e comminare sanzioni.
La metodologia realizzativa prevede:
1) Un’analisi della struttura aziendale per l’individuazione della mission e dei gruppi di stakeholder di riferimento.
2) La discussione interna per l’individuazione dei principi etici generali da perseguire, le norme etiche per la relazioni dell’impresa con i vari stakeholder, gli standard etici di comportamenti.
3) La consultazione degli stakeholder per la condivisione dei principi etici generali e particolari per ogni gruppo.
4) L’adeguamento dell’organizzazione aziendale, delle procedure, delle politiche imprenditoriali con riferimento ai principi etici del Codice. In particolare riveste una notevole importanza l’attività di formazione etica finalizzata a mettere a conoscenza tutti i soggetti dell’impresa dell’esistenza del Codice e di assimilarne i contenuti. Il dialogo e la partecipazione sono indispensabili per far condividere a tutto il personale i valori presenti in questo importante documento.
Il Codice etico di Coni Servizi individua i valori che costituiscono l’etica sociale e reca una serie di norme sostanziali e comportamentali che dovranno essere rispettate da tutti coloro che operano presso l'azienda, nell’ambito delle rispettive competenze e in relazione alla posizione ricoperta nell'organizzazione societaria. Il codice specifica i doveri di lealtà, imparzialità, diligenza previsti per i dipendenti e contribuisce a garantire che le attività di tutti i soggetti siano poste in essere nel rispetto dei valori di imparzialità, riservatezza e trasparenza riconducibili all’etica propria del pubblico servizio.
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